Da qualche settimana ho iniziato a studiare per prepararmi all’esame di stato per “psicologo” e ho ripreso i libri del mio primo anno universitario.
Premettendo che ho preso consapevolezza dell’enorme possibilità sprecata non studiando a pieno gli esami basilari, devo inoltre dire che guardo ora teorie più importanti con occhi più pronti e un’inclinazione d’animo più interessata.
Vorrei dire poche parole su un aspetto della teoria dell’epistemologia genetica di Piaget, biologo e psicologo svizzero, e in particolare sulla connessione di sviluppo e organizzazione.
Piaget sostiene che esistano degli stadi progressivi da i quali sia neessario passare per arrivare ad uno sviluppo cognitivo completo. Una delle differenze principali tra gli stadi superiori e gli stadi inferiori è caratterizzata dalla tipologia di organizzazione. Più l’organizzazione è funzionale più il livello di sviluppo è alto. Da ciò più una struttura cognitiva è organizzata, più io sono sviluppato.
La domanda che mi sono posto è dovuta ad una riflessione riguardante la seconda legge della termodinamica: tutto tende al disordine. Come è quindi possibile che una maggiore organizzazione indichi sviluppo quando noi tendiamo al disordine e alla disorganizzazione? non è forse innaturale credere che l’organizzazione sia sinonimo di sviluppo?
Le risposte che mi sono fornito sono due e sono contrastanti:
- L’organizzazione equivale ad una spinta alla vita, che si oppone alla tendenza al disordine o spina di morte. La morte è l’evoluzione naturale di qualsiasi forma e la complessità del reale ci dimostra quotidinamente la sua esistenza.Essendo il divenire caratterizzato dalla complessità ed essendo la complessità un richiamo a morire, il desiderio di vivere ci spinge ad organizzare sempre a livelli più funzionali il nostro relazionarci con il mondo. In questo senso l’organizzazione è una necessità per la sopravvivenza, se non ci fosse organizzazione mentale saremmo trascinati nel disordine del divenire. Il disordine aumenta è questo è assodato, per sopravvivere allora dobbiamo sviluppare un ordine di livello sempre superiore. L’organizzazione, in questo senso, è sviluppo.
- Non è l’organizzazione a denotare lo sviluppo cognitivo, ma bensì la disorganizzazione. Più la mente è disorganizzata più pronta è a rapportarsi con il reale, che tende geneticamente al disordine. La disorganizzazione mentale può, sviluppandosi, sovrapporsi alla disorganizzazione del mondo ed essere così funzionale alla sopravvivenza.
Aprile 22, 2009 alle 9:43 am |
ma noi siamo la contraddizione Cesa
tutto porta alla contraddizione
un termine può avere significati ambivalenti
un’azione può avere conseguenze diverse
credo che ci siano troppi fattori x poter creare una legge assoluta
così come credo che nel disordine ci sia l’ordine
almeno, così dice mia figlia quando la rimprovero x il casino che fa in camera sua
lei ci si trova perfettamente
io, non ci capisco mai un tubo
Aprile 22, 2009 alle 4:47 pm |
Tu Immagina di essere me.
Ebbene ti accorgerai che il tuo stato di disordine è diverso, ma non puoi dire che il mio stato di disordine è superiore e inferiore al tuo per due ragioni: ti manca un quadro di riferimento per integrarli e non riesci a percepire il progetto complessivo sottostante le azioni che devono compiersi per far raggiungere al sistema la massima efficienza.
Tu ed io abbiamo un progetto? Entrambi lo abbiamo, ma le azioni che compiamo sono o non sono armoniche rispetto ad un progetto universale?
Se, per ipotesi, tutti gli alcolisti guarissero e più nessuno consumasse vino, il tuo compito di psicologo si vanificherebbe; mentre quelli dell’economista e del sociologo diventerebbero critici per rimettere ordine le cose nel settore dell’agricoltura.
Le azioni di tutti sono compatibili con i principi di ottima organizzazione, ma il risultato complessivo si tradurrebbe nell’avvio di un nuovo ed intenso processo reattivo dove il disordine rischia di far perdere il controllo a tutti.
Quale è il progetto sottostante al nuovo avvio? Sei tu che sintetizzi me, oppure io che sintetizzo te ? Chi conosce questo progetto?
L’organizzazione non spinge nulla: siamo tu ed io insieme che agiamo più o meno in modo efficace con i mezzi che abbiamo a disposizione!
Qualche tempo fa scrissi due paginette nelle quali esamino gli aspetti della reattività sociale innanzi alle idee elaborate con le ideologie alle quali la politica fa riferimento.
http://www.pibond.it/argomenti/eventi_di_ieri_visti_oggi/propens_e_azione.doc.pdf
——————
Comunque niente paura! Un giorno succederà che il consumo di tabacco si ridurrà a zero. Ma questo sarà un processo molto lento e indolore. Figurasi quello del vino!
Se – si fa per dire – la nostra civiltà ha conosciuto il tabacco cinque o sei secoli fa, quello del vino … ma chi ci toglierà il piacere di berlo?
Il progetto universale subisce trasformazioni così lente che è difficile percepirne le tendenze.
Noi uomini disponiamo di due molle poderose: la speranza e la tenacia.
Fammi sapere come vanno le cose, perché ho voglia di fare un brindisi al tuo imminente successo.
Giugno 19, 2009 alle 11:54 am |
mi piace molto il punto 2
complimenti!
Come è andato l’esame di stato?
Giugno 20, 2009 alle 10:10 am |
l’esame di stato inizia martedì…..vi terrò informati!
Giugno 20, 2009 alle 10:27 am |
ti penserò
Giugno 27, 2009 alle 5:19 pm |
il primo è andato, ma non so ancora il risultato!comunque dovrebbe essere andato bene….
martedì si va con la seconda prova!
Giugno 27, 2009 alle 5:47 pm |
in bocca al lupo!
ciao