L’interesse esagerato per il tema della sicurezza

davidlachapelleNei programmi politici e negli approfondimenti televisivi molto spesso compare, come se fosse una linea guida, il tema della sicurezza. Facile trovare nel palinsesto di un telegiornale, circa a metà, notizie che parlano di rapine in ville lussose. Ho voluto specificare che è solito trovarli a metà della programmazione, perchè la collocazione di una notizia è significativa; non tra le prime non avendo il carattere d’importanza ed eccezionalità e non alla fine non potendo essere una notizia di contorno.

Il tema della sicurezza assume ormai un piano ovvio e pregnante nelle discussioni delle vecchiette al supermercato, dei signori al bar, dei piccoli imprenditori, delle casalinghe, delle madri all’uscita dei loro figli dalle scuole.

Perchè il tema della sicurezza è così fondamentale? Perchè la situazione è così preoccupante? Perchè la soluzione è così necessaria?

La risposta che mi sono dato trova le radici in un modo di governare (situazione globale) che tende alla deresponsabilizzazione del cittadino, che delega al governante sia la preoccupazione derivante da una situazione problematica, sia l’onere e l’onore di prendere delle decisioni.

Problema fondamentale è la strategia necessaria per arrivare ad uno stato di deresponsabilizzazione condivisa.

La deresponsabilizzazione è la tappa finale di un processso di de-socializzazione, fondato su legami deboli della società e un iper investitura della dimensione individuale, della dimensione personale.

Il liberismo (inteso in senso nobile) ha ricondotto, a mio parere, all’individuo le responsabilità del suo vivere, premiandolo nelle vittorie e demonizzandolo nelle sconfitte. Questo processo non è considerato da me negativo, anzi, ma ha permesso ai governanti di attuare una politica di Divide et impera. Siamo tutti divisi, ci hanno diviso, ed essendo divisi abbiamo paura.

Abbiamo paura perchè non conosciamo il nostro vicino, abbiamo paura perchè questa non può essere attenuata nella condivisione. Abbiamo paura perchè siamo soli.

Non voglio dire che il processo individualizzante sia solo prodotto da scelte politiche, ma credo sia anche influenzato e catalizzato dagli slogan di consumo che spingono gli individui ad essere unici (tra l’altro, paradossalmente, omologandoci tutti), ad essere delle opere prime. Semplificando: il processo che permette ad un individuo di essere unici consiste nel dare agli oggetti un’anima e a rendere quest’anima desiderabile (brand marketing).

La divisione reale che esiste tra di noi è dovuta, infatti, anche ai mass media e alla cultura di accumulazione tipicamente consumistica.

In un contesto di insicurezza diffusa, dove l’identità è ricercata come un valore da perseguire, attraverso degli stemmi feticci(gli oggetti), l’accumulazione diventa un mezzo indetitario con un forte valore simbolico.

Noi siamo quello che abbiamo, noi siamo quello che possidiamo e più possediamo più siamo e di conseguenza siamo più desiderabili…. (un pò come gli oggetti che tutti vorrebbero!)

Non potremmo sperimentare un desiderio di sicurezza se non avessimo qualcosa che abbiamo paura di perdere e quando quello che abbiamo coincide con la nostra identità, la paura di un furto diviene massima.

Possediamo troppo, stiamo troppo bene e credo che in culture dove il benessere sia inferiore a quella in cui noi viviamo il bisogno di sicurezza non sia così elevato. Solo per esemplificare, non credo che uno che vive in strada abbia così bisogno di sicurezza… non ha nulla che gli possano rubare!

A questo credo sia da ricondurre il bisogno impellente di sicurezza della nostra società. Quello che ho scritto ha valore, anche, di autocritica.

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Una Risposta to “L’interesse esagerato per il tema della sicurezza”

  1. Artemisia65 Says:

    se non c’è nulla da rubare
    perchè chiudere la porta a chiave?
    😉

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