una mente lucida per una riflessione opaca

rischi fataliMi è capitato di leggere una parte del primo capito del libro di Giulio Tremonti “Rischi fatali” apparsa oggi sul Corriere della Sera.

L’economista, da anni impegnato in politica a fianco di Berlusconi, docente di diritto all’università di Pavia, propone un’analisi lucida e interessante dei meccanismi contorti e suicidi della globalizzazione.

In un crescendo di ragionamento Tremonti spiega il paradosso dell’aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, mentre il costo dei beni superflui rimane costante. Critica il meccanismo, indica un fine spiacevole e lo rappresenta in un periodo di ferro.

tremontiVelocemente ecco il ragionamento di Tremonti: un miliardo di persone entrano nell’economia di mercato; questi non hanno i soldi per un’auto, ma li hanno per una moto. Accrescono il loro benessere alimentare e possono e vogliono permettersi i beni di prima necessita in ottica occidentale (quindi abbondando), richiedono materie prime come petrolio, acciaio etc per poter produrre proprio come in occidente.

Tutto sembra posto per una critica al modello occidentale di consumo.

Viene introdotto anche il tema dell’illusione del paradiso in terra immaginato dall’Europa e dall’America attraverso la costituzione di un mercato globale al nostro servizio.

Devo dire che il grado di convincimento prodotto era ottimo, perchè l’analisi fatta era logica, coerente e intellettualmente suadente.

Ecco, però, sorgere un problema. Ecco come una mente lucida e intelligente possa arrivare a delle conclusioni fuorvianti:

Le basi erano ottime per intreprendere una critica alla globalizzazione consumistica, ma il processo della “colpa” intrapreso da Tremonti non si dirige verso le aspettative e i desideri indotti dalla nostra società, ma l’unico problema (senza che venga identificato come tale) è una sorta di furto intrapreso dai paesi orientali nei nostri confronti. Un’entrata indesiderata nel meccanismo dell’economia di mercato, che ha accelerato in maniera incontrollata la crescita globale, incrinando l’equilibrio economico.

Perchè? Perchè arrivare ad una conclusione simile con delle premesse come quelle iniziali?

A mio parere è la logica dell’accumulazione, dell’egoismo, della bramosia a cui una mente brillante non ha saputo sottrarsi. La caduta della ragione sotto le spinte della società omologante e l’apertura ad un humus fertile per ragionamenti xenofobi.

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Una Risposta to “una mente lucida per una riflessione opaca”

  1. Artemisia65 Says:

    anche ammettendo che l’analisi del tremonti sia giusta
    e ammettiamolo, in fondo non è un parvenu dell’economia, c’è da aggiungere
    che i paesi emergenti sono rimasti abbagliati dal luccichìo del nostro benessere, senza contare il fatto che la nostra economia è relativamente giovane, neanche noi sappiamo con esattezza a cosa ci porterà.
    insomma, l’errore è uno solo: prendere l’acqua sporca col bambino, prendere tutto, senza un’osservazione razionale, e nel loro caso, essendo all’esterno, obiettiva, degli effetti collaterali dell’economia occidentale

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