la pillola dell’immortalità

l'infinito

Negli ultimi giorni il papa si è espresso riguardo alla possibilità della creazione della pillola dell’immortalità. 

Premetto di essermi trovato in accordo con alcune parti  del discorso da lui fatto, essendo io contrario a tale ipotesi.

Cito qui dei passi del discorso di Benedetto XVI:

“L’uomo pur essendo parte di questo grande biocosmo, lo trascende” 

“Se l’uomo vive solo biologicamente non sviluppa tutte le potenzialità del suo essere”

Seppure credo non sia realistica l’ipotesi di una pillola dell’immortalità, credo che la riflessione riguardante questa utopia possa aprire degli scenari densi di significato.

Per sviluppare il pensiero cito un passo di un racconto di Jorge Luis Borges, “L’immortale”, che bene rende il mio pensiero:

“Avevo percorso un labirinto, ma la nitida Città degl’Immortali m’impaurì e mi ripugnò. Un labirinto è un edificio costruito per confondere gli uomini; la sua architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine. Nel palazzo che imperfettamente esplorai, l’architettura manca d’ogni fine”

Bene. Credo che la grandezza umana riesieda nella sua piccolezza, nelle sue debolezze, nelle sue imperfezioni. Solo la presa di consapevolezza della condizione di imperfezione e parzialità in cui risiediamo può condurci al filo per ascendere all’infinito, il filo che porta al cambiamento, alla correzione e all’autocritica.

Solo la presa di coscienza della nostra condizione, con una fine ben preciso, può catalizzare un processo di miglioramento. Solo la fine, inoltre, come di ce Borges, da senso al vivere e quindi senza fine la vita non varrebbe la pena di essere vissuta; sarebbe come partire in un viaggio in nave, ma senza una meta. Le aspettative, i desideri, ma soprattutto le paure le insicurezze (per esempio di non riuscire a portare a compimento il percorso) verrebbero a cadere, si dissolverebbero e il contenuto del viaggio verrebbe a svanire.

Cosa porterebbe, però, la non morte? sicuramente, a mio parere, la diluizione della logica dell’accumulazione presente, annullando quella a lunga scadenza.

Si dice che l’uomo post-moderno, di cui facciamo parte, viva solo nel presente, senza avere progetti futuri, sviluppando una logica dell’edonismo, del piacere dell’attimo.

L’uomo moderno, i nostri genitori per intenderci, invece, vivevano il presente per accumulare, mettere da parte, per i loro figli. Questa dimamica in uno schema d’immortalità verrebbe a cadere. 

Ricadute positive potrebbero essere la preoccupazione amibientale, che diverrebbe necessaria, perchè ovviamente tua, e il consumo edonistico forse risulterebbe diluito su un più amipio raggio di tempo, ma forse verrebbe posticipata la sua fine nell’arco della vita.

Concludendo, credo però che il senso del vivere venga a morire e i lati positivi non compensino la perdita, quindi mi trovo a essere contrario a una pillola dell’immortalità.

N.B. Questa è la seconda volta che mi trovo in accordo con il papa, ma la prima volta lui fu in palese contraddizione.

Nel discorso di Ratisbona asserì che “il dialogo non annulla le identità”. Mi piacque questa affermazione, ma il “buon” papa dovrebbe spiegarmi come può far entrare nel dibattito tutte le identità del caso quando si afferma una fede sancita in maniera acritica?Le altre identità, ovviamente, verrebbero a scomparire.

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11 Risposte to “la pillola dell’immortalità”

  1. Artemisia65 Says:

    sono cose diverse
    una è la fede, che c’è o non c’è
    un’altra è il dialogo tra culture e religioni diverse
    fermo restando che la fede è teologicamente non discutibile, se ci credi ok se non ci credi nessuno ti prende per il collo, un dialogo tra diverse culture e religioni è quantomeno auspicabile, perchè, come dice il ratzi, il dialogo non annulla le identità (cosa di cui i musulmani hanno un vero terrore)
    non credo proprio che quella frase fosse riferita alla fede, ma alle fedi
    sembra solo un plurale, invece è una cosa totalmente diversa, sia dal punto di vista teologico, sia culturale, e ci mettiamo pure democratico và 🙂

  2. Artemisia65 Says:

    ohuuuuuuuu
    ma ci seiiiiiiiiiii
    sei connessoooooooooo
    🙂

  3. piccochiu Says:

    scusa, ma non so mai se rispondere o meno ai commenti..
    Ipotizziamo ci siano 2 persone: Franco(ratzi), tifoso interista e Paolo(musulmani), tifoso milanista.
    Entrambi sono tifosi sfigatati e non sono disposti a suppore che l’altra squadra sia più forte della propria.
    franco(ratzi), però, sostiene che quando parlano, tra loro, di quale sia la squadra più forte, entrambi debbano discutere avendo bene presente che sono tifosi, uno interista e uno milanista(non annullare le identità).
    PERO’: se franco (ratzi) non è disposto a mettere in discussione quanto porta nella discussione (lui è sicuro al 100% di ciò che dice e che l’inter sia più forte) ovvia conseguenza è che cercherà di modificare i pensieri dell’altro portandoli più vicino ai propri.
    QUINDI: la sola realizzazione della frase del ratzi può essere attuata mettendo in discussione sè stessi. le identità non si annullano solo quando non si crede che la propria sia superiore a quella dell’interlocutore.
    La chiesa cattolica del ratzi, come dimostra in ogni dibattito su temi eticamente sensibili, non è disposta a cedere su nulla e quindi l’unica identità che accetta di non annullare è la propria.
    P.s. sei la mia commentatrice di punta!

  4. Artemisia65 Says:

    vero in parte
    già il fatto che si voglia quantomeno discutere è assai significativo
    e cmq
    non discute mai il ratzi in prima persona, x fortuna
    ci sono tante persone di buonsenso che parlano
    tieni conto che le persone neanche in questo campo sono tutte uguali
    te lo dico perchè ne conosco, sei anni di università in questo settore mi son serviti se non altro a comprendere le ragioni delle altre religioni…e dato che tutti proveniamo dalla stessa facoltà….
    P.S.: x ora ci sono io, altri ne verranno, sicuramente sei piacevole da leggere x la mente

  5. Artemisia65 Says:

    ariP.S.: non ti dimenticare mai del giovanni paolo, era stimato e rispettato da tutti i suoi interlocutori, il ratzi non è la chiesa, giovanni paolo si 🙂

  6. piccochiu Says:

    concordo con te riguardo alle mille voci della chiesa. sarebbe da stupidi generalizzare e allargare a tutti la voce di uno.
    Anche nei gruppi di appartenenza, in fondo, dove quindi si dovrebbero condividere molte posizioni, ci sono voci positive e negative.
    Un particolare: volevo mettere nel post una foto del ratzi, in google ho cercato “papa”… sono rimasto esterrefatto perchè sono uscite foto del ratzi e di giovanni paolo. Il primo era sempre ritratto sorridente a salutare, mentre il secondo spesso con persone meno fortunate di noi. Questo per far capire la differenza trai due.
    Io chiedo solo apertura e riflessione. Sulla seconda ci siamo, sulla prima solo da parte di alcune voci.

  7. Artemisia65 Says:

    ma sai, la Chiesa è convinta di essere l’unico baluardo sempre uguale a sè stesso
    tutto cambia, la Chiesa no
    se vogliamo in alcuni casi ciò può rassicurare
    ma dato che io sono una testa calda, e pensante, sono convinta che sì, la stabilità è una gran bella cosa, ma solo x i pavidi, x le persone che non sanno guardare avanti, e che non hanno il coraggio di vivere, pensare, dira la propria, combattere
    e io non faccio parte di questa categoria
    quindi, nell’ambito del pensiero che mi compete, cioè quello teologico, faccio parte dei..dissidenti 😉

  8. piccochiu Says:

    pensavo fossi un’informatica, mentre sei teologa!giusto?

  9. Artemisia65 Says:

    sono teologa, laureata all’istituto scienze religiose, in scienze teologiche e sociali, con specializzazione in scienze sociopolitiche
    però faccio il tecnico informatico 😉

  10. folide Says:

    La morte è l’inevitabile stanchezza di vivere…
    di sopravvivere..
    di essere trapassato,
    ormai spento.
    La pillola dell’immortalità?
    è solo un rimedio alla paura di morire…
    come la paura degli ascensori..
    mi aiuta un verso di sergio cammariere…
    “tempo..fermare il tempo…sarebbe a dire..l’eternità…”
    io dico NO
    alla pillola dell’immortalità!
    non voglio fermare il tempo,
    ma vivere come disse qualcuno…
    ogni giorno come fosse l’ultimo..
    assaporando sorprese,
    vittorie
    e
    sconfitte..
    senza cullarsi sull’utopia di vivere per sempre…cercando qualcosa che non ci appartiene…ah…l’immortalità..

  11. alfredo Says:

    Veramente mi risulta che siamo già immortali, e siccome volevamo sperimentare il limite abbiamo assunto la pillola della mortalità. Ricordate?

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