Io sto con Ichino

tigre dai denti a sciabolaNel libro “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” viene abbozzata in maniera spassosa e divertente la teoria dell’evoluzione darwiniana. Nel merito, a me interessa la ragione dell’estinzione delle tigri dai denti a sciabola.

Sinteticamente, queste tigri erano uno dei predatori più temuti e pericolosi e la ragione si vede dalla foto: (avrebbero fatto la fortuna di tutte le case produttrici di dentifrici e avrebbero provocato un complesso d’inferiorità a Ronaldo) erano forti e cattive, con due dentoni mortiferi.

Però queste un giorno si estinsero, perchè cambiando la morfologia del territorio e diventando le prede più piccole, i loro dentoni diventavano un impiccio nella caccia, essendo troppo ingombranti e disfunzionali. Il suo essere specializzata in un certo tipo di caccia, al cambiare delle condizioni produsse la sua estinzione.

L’uomo a differenza della suddetta specia non si estinse mai e questo lo deve alla sua capacità di sapersi adattare, differnziare, apprendere competenze varie… insomma la più grande peculiarità umana è la non specializzazione.

Dove voglio arrivare?!

Sostengo da tempo che per sopravvivere nel mercato attuale del lavoro sia necessario diversificare le proprie professionalità, costruire un puzzle lavorativo, dimostrare di essere vendibile in molti settori. Questo certamente può essere un minus in sede di colloquio, dove sicuramente verrà posta la domanda: “Lei cosa vuole fare nella vita?”, ma in un contesto globalizzato, di riorganizzazione lavorativa dovuta alla recessione economica.. beh, differenziare vuol dire sopravvivenza.

ichinoIl signor Ichino, riformista visto male dalla sinistra, vorrebbe riconfigurare il mercato del lavoro rendendolo più flessibile, molto flessibile, estremamente flessibile.

Sostiniene l’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, conquista delle lotte degli anni ’70 (che ritengo una protezione eccezionale), informandoci che è applicato solo a una piccola parte di lavoratori (l’azienda in cui si lavora deve avere più di 15 dipendenti).

Ichino sostiene che la rigidità delle garanzie del posto fisso creino una barriera all’ingeresso del mercato del lavoro per i giovani (poco esperiti, ma così ugualmente costosi. Quindi meglio cercare una persona con una certa anzianità) e anche una difficoltà di rientrare nel mercato stesso, una volta usciti. 

La visione opposta è proposta dalla Sinistra Arcobaleno, che propone un’estensione della protezione a tutti i lavoratori. Una posizione garantista, moralmente corretta, che fa sentire protetti i lavoratori, ma… che non considera i tempi e il contesto economico globale.

A mio parere, il lavoratore se non vuole richiare di fare la fine del tigrotto, in questo momento in cui tutto sta cambiando, la concorrenza è fortissima e dove non si è in grado di cambiare modello sociale (da capitalismo a una forma sostenibiile), l’unica soluzione è svincolarsi dalle fissità, diventare malleabili, differenziarsi. Il nuovo lavoratore, secondo me, deve essere una sorta di “attore” pronto a recitare nuovi e diversi ruoli.

La sopravvivenza, però, non è legata solo alla volontà dell’individuo, ma dipende anche dalla struttura del  contesto. Il contesto deve diventare anch’esso flessibile e per questo motivo sto con Ichino e con l’idea di un mercato del lavoro alla danese: flessibile, ma corretto.

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11 Risposte to “Io sto con Ichino”

  1. Artemisia65 Says:

    se non vivi in calabria si può pure fare….

  2. enly Says:

    Su Bossi e la LEga Nord o gia parlato abbastanza sul mio blog.
    Per quanto riguarda Ciarra non posso non darti torto!!!
    In un partito come quello di Berlusconi in cui, c’è la bandiera italiana sventolante da ogni parte il tricolore dappertutto un partito dove c’è un cruogiuolo di fascisti, ex fascisti, neodemocristiani mancavano solo i leghisti di Bossi, grandi italiani e superpatrioti.

  3. angelo dei boschi Says:

    mmmm… Ichino…. forse!
    Buona Pasqua….

  4. Gioia Says:

    Mah secondo me una cosa non deve escludere l’altra. Sono con te che sia necessario non fossilizzarsi (per non diventare fossili). Nella realtà odierna è importante maturare esperienze e competenze diverse, ma è fondamentale anche garantire i diritti base del lavoratore e l’articolo 18 deve essere uno di questi.

  5. Artemisia65 Says:

    auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  6. enly Says:

    Buona Pasqua..

  7. tommaso Says:

    ciao, eccomi di nuovo…due cose…la prima, questo passo del tuo articolo mi sembra una grossa contraddizione (non tua, ma di ichino)…

    “Ichino sostiene che la rigidità delle garanzie del posto fisso creino una barriera all’ingeresso del mercato del lavoro per i giovani (poco esperiti, ma così ugualmente costosi. Quindi meglio cercare una persona con una certa anzianità) e anche una difficoltà di rientrare nel mercato stesso, una volta usciti.”

    o sono i giovani ad avere difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro o gli anziani…possono essere entrambi?

    poi, come è difficile (impossibile?) cambiare sistema sociale è altrettanto difficile (impossibile?) portare l’italia e gli italiani (me per primo) sulla retta via danese, o comunque dell’economia nordica dell’europa…

    ammetto che però non saprei quale possa essere allora la soluzione

  8. piccochiu Says:

    Ben tornato Tommaso!E’ sempre un piacere ascoltare il tuo parere!
    Metti in luce due punti, in merito al secondo devo ammettere di essere perplesso io stesso sull’applicabilità di una riforma netta, che richieda un certo senso civico. Per senso civico intendo evitare quelle scorciatoie tutte italiane dove poi a rimetterci sono i contribuenti.
    Quindi con te condivido delle perplessità e sarei curioso di chiedere proprio al professo Ichino una risposta a riguardo, come insomma penserebbe di cambiare questo paese bello quanto furbo.
    Primo punto: nell’attuale mercato del lavoro le riorganizzazioni sono all’ordine del giorno e capita spesso che signori e signore di 40 anni, 50 anni e 60 anni vengano tagliati per ridurre l’organico o per introdurre ridorse nuove con competenze nuove.
    Non esistono solo giovani disoccupati in difficoltà…
    Dovrebbero entrare quindi entrambi: giovani e anziani, come dovrebbero uscire tutti: giovani e anziani. Ci dovrebbe essere ricambio continuo e assistenza prevvidenziale per chi è in attesa all’ingresso.
    Un mercato dove tutti possono entrare e tutti possono uscire si basa, però, su due presupposti fondamentali, a mio avviso: il merito e l’orgoglio di lavorare indipendentemente dal lavoro svolto (nel sistema danese prima di occupare la posizione che cerchi, può capitare di svolgere altre mansioni, che devi accettare per rimanere nel sistema prevvidenziale).
    Insomma nel pensiero ideale ci guadagnerebbero tutti e soprattutto L’Italia che inizierebbe a produrre e camminare… ma come bene hai fatto notare tu.. è realistico produrre certi meccanismi in Italia?
    Io dubito, ma non mi sembra che la situzione generale permetta di non rischiare.
    ciao

  9. tommaso Says:

    sul fatto che non esistano solo giovani in difficoltà nel mercato del lavoro è verissimo…e credo anzi che la categoria dei giovani lavoratori e precari (della quale faccio parte) sia comunque priviliegiata rispetto a quelli più anziani, nel senso che almeno un minimo di copertura mediatica ce l’hanno, mentre gli altri sono posti nel più assoluto silenzio…basti vedere il lavoratore del gruppo thyssen (nelle marche) 40enne con famiglia morto suicida dopo che non gli era stato rinnovato il contratto…da quello che ho potuto vedere si è ‘guadagnato’ un articolo su repubblica e poche ore di presenza sullo sito dello stesso quotidiano…di sicuro ne avranno parlato anche altri, ma vabbè, spero si capisca il concetto

    ho da poco letto dei 70 milioni di litri (accertati, potrebbero esserei di più) di vino sul mercato italiano messo in vendita da numerose aziende, anche di quelle più note…e mi viene anche oggi da piangere…se anche la salute del cliente non vale nulla, quella del lavoratore quanto è quotata?

    anch’io non vedrei l’ora di un mercato del lavoro flessibile ma nonostante questo Umano (trovare un posto fisso a 20anni non è una bella prospettiva di vita…ho voglia di esperienze…solo che piuttosto del precariato a vita malpagato siamo costretti a pensare che è meglio un posticini tranquillo e noioso con pochi sbocchi, in tutti i sensi), però ogni giornio che passa divento più scettico, sul mondo e sull’italia in particolare…e a 23 anni mi dispiace essere così disilluso (per citare il tuo messaggio sul sito del partito socialista)…sto leggendo ‘confessioni di un sicario dell’economia’ ed è terribile…finchè il profitto (che ritengo comunque lecito, non voglio tutti con lo stesso stipendio) sarà più importante della vita continueremo a scavare il fondo del barile della nostra dignità di esseri umani..

    oerchè è vero che in certi paesi il capitalismo sa anche essere buono, ma mi sembrano sempre più eccezioni troppo piccole per segnare una svolta…la finlandia o la danimarca dovrebbero tracciare la strada..e invece continuano a farlo economie bieche sull’orlo del fallimento…e l’italia segue, spesso ciecamente, quest’ultime

  10. piccochiu Says:

    x tommaso: che il modello produttivo non sia sostenibile è ovvio e sono d’accordo con te.
    Che serva un’inversione di tendenza sono d’accordo con te.
    Che possa essere drastica non credo.
    Abbiamo un sistema corrotto, ma questo è… e tanto vale cercare di ragionare per migliorare quello che abbiamo, piuttosto di perseguire modelli difficilmente istituibili.
    Provo a sparare una distinzione tra idee e ideologie. Le idee sono legate a un principio di realtà. Sono sogni, perchè rigiuardano un mondo ancora non esistente, ma realizzabili e quindi intrisi di un principio di realtà.
    Le ideologie con la realtà non hanno nulla a che fare e a volte questo provoca danni esagerati.
    Secondo me Ichino ha delle idee, idee che riguardano un mondo che non mi piace tanto, ma pur sempre idee sono. Non vedo sulla piazza altre idee.
    Certo non posso considerare un idea la politica del posto fisso, perchè completamente slegata dalla realtà e come tale rientra nelle ideologie.

  11. piccochiu Says:

    pardon un’idea… errata corrige

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