“aumento la pena vs. riduco la pena”

certezza della pena

certezza della pena

  

Pochi giorni fa alla televisione, la sera su LA 7, ho visto un programma, con ospite Emma Bonino, che trattava il tema della attuale presenza della pena di morte, come sanzione punitiva e deterrente. 

 

 

 

 

Durante la discussione con la conduttrice, la molto professionale Rula Jebreal, la signora Bonino per esprimere la sua posizione in merito ed anche per spiegare la sensatezza d’altri metodi ha citato una frase di Cesare Beccarla, che, non per motivi d’omonimia, mi ha colpito molto e positivamente:

“non la ferocia della pena, ma la certezza di essa è efficace nel tenere gli uomini lontani dal crimine”

Riconoscendo un’importanza cruciale alla funzione delle leggi per la costituzione di una società civile, che permetta, nei limiti economici e di proprietà, l’esercizio della libertà individuale, spesso mi trovo imbrigliato in discussioni senza meta e senza possibilità di soluzione riguardo al rapporto “crescita sanzione o punizione/diminuzione evento che si desidera ridurre”.

Esiste un bias, un’incapacità valutativa, una presa di posizione ideologica, una riluttanza a un pensiero complesso e quindi faticoso o una repulsione alla problematica che si desidera ridurre, che induce la maggior parte delle persone a ragionare unicamente nel giardinetto dell’“aumento la pena vs. riduco la pena”, senza guardare oltre. Le questioni come la sicurezza stradale e la guida in stato d’ebbrezza, argomenti seppur lontani dalla pena di morte, possono essere ripensati alla luce della citazione di Beccarla, ma sfortunatamente finiscono sempre per essere guardati nella logica dell’“aumento la pena vs. riduco la pena”.

Facciamo un esempio: gli incidenti per guida in stato d’ebbrezza dal tempo A al tempo B sono aumentati = se ne deduce che la normativa vigente non funziona. Questo è un tipico ragionamento esemplificante il ragionamento accennato sopra. Cosa ne consegue? La maggior parte delle persone che sentono come saliente il problema delle morti causate da guidatori incauti sono favorevoli ad un aumento della sanzione. Destra e sinistra, persone informate e non ed anche esperti del settore. Le persone che invece non  sentono la situazione come problematica, invece, oltre a non capire minimamente la posizione della fazione opposta, propongono una linea permissiva, a maglie larghe, che consenta anche qualche trasgressione.

Cosa accade quindi?

1)    Viene varata la legge X e la situazione non migliora, anzi peggiora.

2)    Per fare fronte al punto 1 viene approvata la revisione Y (un abbassamento del tasso alcolico consentito) e la situazione peggiora.

3)    La gravità della situazione porta ad emettere la normativa Z che sancisce un sistema di repressione fondato su sanzioni salatissime e ritiri patenti a vita, ma la situazione rimane invariata.

Perché non funziona nessuna proposta? Perché la legge delle probabilità mi suggerisce che vale la pena rischiare (mi metto nella testa di una persona che ha deciso di bere e guidare) perché difficilmente, essendoci pochi controlli, verrò fermato. Inoltre il contesto generale italiano mi suggerisce che chi commette reato spesso la fa franca e oltretutto è un figo e se lo reitera lucrandoci sopra può diventare presidente del consiglio. La certezza della pena non viene mai perseguita, mai! In situazioni come quella proposta un utilizzo sensato delle risorse deterrenti e coercitive delle sanzioni, unito a un morale egualitarismo nel punire chi lo merita porterebbe ad una riduzione drastica di molti eventi problematici come ad esempio la guida in stato d’ebbrezza.

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Una Risposta to ““aumento la pena vs. riduco la pena””

  1. Artemisia65 Says:

    diciamo che molti sono sbruffoni
    non c’è nessun tipo di deterrente che tenga
    così come non valgono le immagini crude dei tg
    il ragionamento è: io sono migliore, io lo reggo, a me non potrebbe mai succedere perchè io sono un grande
    finchè non s’impastano contro a un albero…..

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