I tre fili del superamento del trauma

Mi è capitato di vedere alcuni spezzoni dei film “My architect” e “Un’ora sola ti vorrei” durante una discussione sulla tematica degli eventi traumatici e la necessità della narrazione come risorsa di cura.

In entrambi questi film i figli vanno alla riscoperta delle figure genitoriali, un padre per il film “My architect” e una madre per “Un’ora sola ti vorrei”, per rielaborare un trauma che li accompagnava da tempo, ricostruendo la loro identità, fino a quel momento incompleta, perchè priva di una figura presente.

La regista di “un’ora sola ti vorrei”, Alina Marazzi, manifesta inoltre il bisogno che il suo percorso biografico-analtico sia successivamente di “tutti” e per questa ragione ne ha fatto un film.

Quello che di questi film mi ha colpito riguarda il quasi sovrapponibile bisogno di narrarsi di genitori e figli, un parallelismo di eventi percepiti come traumatici, una frammentazione dell’esperienza che non ha intenzione di fondersi in un’identità. Quello che mi ha colpito è quasi un gesto simbolico di prendere il filo della narrazione lasciato incompiuto dalle figure genitoriali, per portarlo a un tempo futuro sedimentando e solidificando la loro scoperta identitaria.

Vorrei a questo punto rubare una citazione dal sito di Piero http://www.pibond.it, che mi aveva colpito e che a quanto pare mi ritorna spesso in mente. La citazione è di Sant’Agostino:

” Non ci sono tre tempi, il passato, il presente e il futuro ma soltanto tre presenti: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro”

Quanto sento è che per curare il trauma c’è necessità di ricondurre tre tempi: un passato traumatico, un presente frammentato e un futuro incerto a un unico presente: il presente passato, il presente presente e il presente futuro. Come fare?

Il presente passato si crea recuperando il filo narrativo aperto dai nostri genitori

Il presente presente si scopre narrando noi stessi e formando in questo modo la nostr identità

Il presente futuro si progetta mostrando la nostra creazione identitaria al mondo, facendo in modo che ciò che io dico essere non subisca cambiamenti, perchè osteggiati dalla resistenza di un mondo che ora crede che io sia realmente ciò che io avevo detto d’essere.

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3 Risposte to “I tre fili del superamento del trauma”

  1. Artemisia65 Says:

    parlando
    sempre

  2. ALFREDO Says:

    Passato, presente e futuro, ancorché presenti, non possono essere collegati fra loro da chi è immerso nel tempo anima e corpo.

    I tre fili del trauma si possono anche superare, ma resteranno comunque visibili le cicatrici dei sei buchi di sutura.

    Un saluto concreto (Alfredo).

  3. Artemisia65 Says:

    auguroni cesa 🙂

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