il mio paese

C’era un uomo che per emergere nella scena industriale-edilizia utilizzò fondi mafiosi e la gente decise di creare il mito di “chi si è fatto da solo”, l’esempio che tutti possono avere successo.

C’era un uomo che entrò in politica per non andare in galera e la gente decise di farlo diverntare presidente del consiglio.

C’era un uomo che raccontava un mucchio di minchiate e la gente decise che di lui ci si potesse fidare (Malpensa, Napoli ecc…) facendolo ridiventare presidente del consiglio.

C’era un uomo che incarnò l’essere icona di un modello culturale basato sulla furbizia, l’opportunismo, la menzogna, l’avidità, il consumismo più sfrenato e l’utilitarismo e la gente decise di creare un desiderio. Un desiderio incarnato in uomo.

C’era un uomo, sempre lo stesso uomo, che “rischiava” un divorzo e la gente decise di metterlo alla gogna.

Che paese di merda! 

Non la mancanza di rispetto per moglie. Non la mancanza di rispetto per il genere femminile. Non l’abuso dei mezzi d’informazione per distorcere il fatto. Non la riflessione su cosa debba essere un presidente del cosiglio.

Solo un divorzio.

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Una Risposta to “il mio paese”

  1. Artemisia65 Says:

    fosse il primo che divorzia…

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