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Che futuro sarà? Un occhiata alle nuove generazioni

febbraio 22, 2008

Sto svolgendo il servizio civile da ormai quasi 5 mesi e gli ultimi due li sto passando facendo il formatore/educatore nelle scuole.

Mi limito ad osservare ed annotare, su un quaderno, le mie osservazioni riguardanti le dinamiche di classe, mentre gli educatori professionisti cercano, attraverso attivazioni ludiche, di far passare alcune capacità sociali, che saranno utili nel futuro dei ragazzi.

Senza toccare il tema della fiducia, che tra l’altro non ho di questa modalità d’insegnamento (negli USA questa è una materia didattica e la maturità di un ragazzo americano medio è ridicola…), valuto positicamente questa mia esperienza.

Desideravo fortemente uno sguardo panoramico sulle nuove generazioni, vedere come stava cambiando la società 10 anni dopo il mio passaggio da pischello, provare a fare delle ipotesi sulla direzione che prenderà questa italietta. Ero curioso.

Ciò che mi aveva colpito di più ad i primi incontri era la larghissima diffusione della cultura hip hop, rap, culture di contestazione, nate dal e nel disagio ed ho pensato ad un forte bisogno di farsi sentire da parte dei ragazzi. Non necessariamente un’arrabbiatura con la società, ma forse un grido d’aiuto o una voce sommessa e presente che intima agli adulti: “ci sono, ci sono anche io!”.

Vi confido che ne sono stato felicemente sorpreso, io a 14/15 anni ascoltavo la musica progressive, la house, la techno. Musiche forse con un’anima, ma molto sbiadita, senza contenuti, musiche, che in linea con i format televisivi, ti prendono suadentemente la mano e ti portano verso il dimenticatoio, musiche che annullano e aggregano solo sotto effetto di sostanze chimiche.

Musiche individualizzanti.

Ecco un cambiamento grosso! Positivo!

Ma arrivarono gli altri incontri e riflettendo mi convincevo che questi ragazzi non erano e non sono arrabbiati. La moda ha privato e sta privando del loro significato background culturali di contestazione.

La pubblicità, il consumismo e i mass media stanno massificando e rendendo innocue anche le possibili voci di contestazione.

Ora che anche il disagio è moda, perchè queste culture sono e arrivano dal disagio, ora che il rapper di strada è vestito con i soldi delle paghetta gonfia, che i testi arrabbiati sono gigle da cellulare e le veline sbaveranno per i (vestiti)luridi; quali, secondo voi, saranno le vie che raddrizzeranno un pò la società?