Il valore del sapere

aprile 25, 2009

I mezzi di informazione oggi sono sudditi del potere e schiavi del denaro. Difficile è trovare una persona che rinuncerebbe a un lauto compenso per perseguire un proprio ideale culturale, in maniera piena e completa.

Questo passo, a tal proposito, mi ha fatto riflettere :

“io trovo giusta l’opinione di colui al quale fu presentato un uomo addestrato a gettar con la mano un granello di miglio con tale a bilità che, senza sbagliare, lo faceva passare sempre attraverso la cruna di un ago, e al quale fu chiesto poi qualche regalo come compenso di una così rara abilità; ed egli ordinò, molto acutamente e giustamente, a mio parere, che fossero dati a quel maestro due o tre moggi di miglio, perchè la pratica di una rte così bella non dovesse cessare.”

La cultura deve nutrirsi di cultura. Se si nutre di denaro muore.

pensieri sul senso della conoscenza

aprile 19, 2009

Da qualche settimana ho iniziato a studiare per prepararmi all’esame di stato per “psicologo” e ho ripreso i libri del mio primo anno universitario.

Premettendo che ho preso consapevolezza dell’enorme possibilità sprecata non studiando a pieno gli esami basilari, devo inoltre dire che guardo ora teorie più importanti con occhi più pronti e un’inclinazione d’animo più interessata.

Vorrei dire poche parole su un aspetto della teoria dell’epistemologia genetica di Piaget, biologo e psicologo svizzero, e in particolare sulla connessione di sviluppo e organizzazione.

Piaget sostiene che esistano degli stadi progressivi da i quali sia neessario passare per arrivare ad uno sviluppo cognitivo completo. Una delle differenze principali tra gli stadi superiori e gli stadi inferiori è caratterizzata dalla tipologia di organizzazione. Più l’organizzazione è funzionale più il livello di sviluppo è alto. Da ciò più una struttura cognitiva è organizzata, più io sono sviluppato.

La domanda che mi sono posto è dovuta ad una riflessione riguardante la seconda legge della termodinamica: tutto tende al disordine.  Come è quindi possibile che una maggiore organizzazione indichi sviluppo quando noi tendiamo al disordine e alla disorganizzazione? non è forse innaturale credere che l’organizzazione sia sinonimo di sviluppo?

Le risposte che mi sono fornito sono due e sono contrastanti:

  1. L’organizzazione equivale ad una spinta alla vita, che si oppone alla tendenza al disordine o spina di morte. La morte è l’evoluzione naturale di qualsiasi forma e la complessità del reale ci dimostra quotidinamente la sua esistenza.Essendo il divenire caratterizzato dalla complessità ed essendo la complessità un richiamo a morire, il desiderio di vivere ci spinge ad organizzare sempre a livelli più funzionali il nostro relazionarci con il mondo. In questo senso l’organizzazione è una necessità per la sopravvivenza, se non ci fosse organizzazione mentale saremmo trascinati nel disordine del divenire. Il disordine aumenta è questo è assodato, per sopravvivere allora dobbiamo sviluppare un ordine di livello sempre superiore. L’organizzazione, in questo senso, è sviluppo.
  2. Non è l’organizzazione a denotare lo sviluppo cognitivo, ma bensì la disorganizzazione. Più la mente è disorganizzata più pronta è a rapportarsi con il reale, che tende geneticamente al disordine. La disorganizzazione mentale può, sviluppandosi, sovrapporsi alla disorganizzazione del mondo ed essere così funzionale alla sopravvivenza.

pensiero sul significato dell’amore

aprile 16, 2009

“Antigono, essendosi affezionato a un soldato per la sua virtù e il suo valore, ordinò ai propri medici di curarlo di una malattia lunga e interna che lo aveva tormentato a lungo; e, accorgendosi che dopo la guarigione egli metteva assai minor slancio nelle imprese guerresche, gli domandò chi l’avesse così cambiato e invigliacchito: <<Voi stesso, Sire,>> egli rispose <<liberandomi dai mali a causa dei quali non facevo alcun conto della mia vita>>.

Leggendo questo passo tratto da Montaigne e riflettendo sugli effetti prodotti dalla scelta di Antigono, mi sono domandato: Fare qualcosa per l’altro ha valore trasformativo e le trasformazioni cancellano il presente. Amare quindi significa forse non fare nulla per l’altro? 

Non credo. Credo piuttosto che amare consista nell’avere il coraggio di poter peredere la persona che si ama ed agire nella completa incuranza di questo aspetto.

Incontri speciali

febbraio 15, 2009

Ho partecipato ad un seminario di 2 giornate dal titolo “adolescenti a colloquio” tenuto da Dolores Munari Poda.

Dolores è una ragazzina di 68 anni, che da grande farà la terapeuta.

Ho avuto la fortuna di poterle parlare in privato prima che iniziasse la giornata di oggi. Le ho domandato se sia un bene o un male possedere nozioni specialistiche quando si va a svolgere il mestiere di genitore.

La sua risposta mi è parsa stupenda e vorrei annotarla qui di seguito:

“La cultura è ciò che ti rimane quando ti sei dimenticato tutto”

Domenica a teatro

febbraio 3, 2009

Domenica sono andato al teatro di Varese a vedere “Un certo signor G” recitato da Neri Marcorè.

Ottima recitazione e straordinario spettacolo, che definire attuale sarebbe riduttivo.

Per chi ha sette minuti liberi da spendere bene….

riflessioni sulla libertà

gennaio 26, 2009

Perdiamo la libertà dopo aver preso una decisione, ovvero dopo aver usufruito della libertà.

Dopo aver preso una decisione il nostro futuro è incanalato in un progetto e noi dobbiamo essere ricondotti a questo, diventandone schiavi. Ogni decisione è la scelta delle nostre catene e le nostre catene sono la forma più alta di libertà a cui possiamo aspirare.

una critica al sociocostruzionismo

gennaio 14, 2009

Se il nostro linguaggio ha costruito il mondo in cui viviamo il nostro corpo è rivoluzione.

considerazioni sparse di un blogger occasionale sui legami umani della rete

gennaio 14, 2009

Era da mesi che non aprivo il mio blog, un pò perchè mi sentivo bisognoso d’ascoltare senza parlare, come se scalato l’ennesimo gradino della mia crescita avessi trovato un nuovo compito, con nuove regole e necessità: il silenzio.

Avevo fatto qualche anno, soprattutto fino ai 20 ad ascoltare e a parlare poco, per poi credere di avere qualcosa da dire e magari parlare anche sopra l’interlocutore. Ora mi sento più equilibrato.

Prima ho ucciso le parole con il silenzio, poi il silenzio con le parole ed ora, finalmente, ho permesso al silenzio di fare pace con il silenzio e alle parole di fare pace con le parole. Inizio a saper ascoltare quando è importante ascoltare e a parlare quando è importante parlare.

In questi mesi ho pensato spesso di scrivere, ma ero bloccato. Perchè?

Dopo un periodo iniziale di corse e stanchezza che non mi permetteva di scrivere, mi sono disabituato a navigare la rete e quando finalmente ero pronto a riprendere non l’ho fatto.

I legami umani seppure deprivati di tutte più le importanti caratteristiche:

– tono di voce

– postura

– espressioni del volto

– contatto fisico

– condivisione di esperienze reali

Beh! i legami della rete sono più reali di quanto immaginassi. Il mio blocco era dovuto alla paura di essere stato troppo tempo assente.

Cosa sono quindi i rapporti se non rappresentazioni mentali?

saggezza naturalistica – parte seconda

gennaio 14, 2009

Ieri, guidando nel tardo pomeriggio di dicembre, guardavo la linea dell’orizzonte e lo splendido sole  d’inverno, succoso come arancia e basso sulla terra, come se lo potessi toccare con un dito. Ammaliante e calamitico fino al punto che non potessi impedirmi di guardarlo, anche se gli occhi dolevano.

Le persone meritevoli d’ascolto sono come questo sole d’inverno, si abbassano sulla terra ghiacciata, senza cercare di splendere in un cielo terso per compiacersi e mostrarti la differenza tra te e loro.  Solo abbassandosi sanno attirare la tua attenzione, che diventa totale e completamente coinvolgente.

saggezza naturalistica

gennaio 14, 2009

Qualche sera fa guidavo e mentre ascoltavo musica non precisata guardavo il cielo stellato.

Mi sono accorto che la parte più luminosa delle stelle è quella più vicina al buio della notte, quasi rischiasse di cascarci dentro, ma su quella linea così chiara lo spendore è così nitido da rendere impossibile non poterlo scorgere.

Siamo come le stelle, la nostra parte più importante e ricca accarezza il nostro lato oscuro.